venerdì 10 settembre 2010

FREEDOM TOWER RISING

Lette le polemiche delle scorse settimane su moschee troppo vicine e barbecue di corani, ho deciso che l’unica notizia davvero rilevante sull’anniversario del 9.11 è che i lavori sono finalmente partiti.
Non è cosa da poco, visto che per oltre cinque anni tutto è rimasto in stallo sia per motivi burocratici che per motivi economici. Ora il cantiere (i cui spettacolari progressi possono essere osservati quasi in tempo reale sull'apposita pagina flickr) sta finalmente lavorando a pieno ritmo. Chris Ward, direttore esecutivo della Port Authority of New York and New Jersey (l'ente proprietario del suolo, che sta costruendo la torre principale) giusto ieri l'ha definito "un gigantesco gioco dello Shangai". Un paio di mesi fa, tanto per dire, dagli scavi è saltato fuori neintemeno che il relitto di un veliero del Settecento (in Italia solo per questo la sovrintendenza avrebbe bloccato tutto per anni...).

Il “National Memorial” dedicato all’Undici Settembre sta prendendo forma e sarà aperto l’anno prossimo per il decennale della tragedia.

Una settimana fa è terminata la piantagione del primo filare delle 400 querce dei “memorial gardens”.

Due giorni fa sono stati issati i due “forchettoni” d’acciaio, inconfondibile frammento di quelle che furono le Torri Gemelle, la cui “impronta” rimarrà disegnata nelle due “vasche riflettenti più grandi del mondo”.

La costruzione dell’edificio principale è arrivata al 36esimo dei 102 piani previsti, che cominciano finalmente ad affollarsi di futuri inquilini.
Sarà “l’edificio più alto dell’emisfero”, battendo il record dell’ex Sears Tower di Chicago. Data fine lavori prevista: 2013.
Purtroppo si chiamerà solo “Edificio n.1 del World Trade Center”, ma il bello è che tutti si ostinano comunque a chiamarla “Freedom Tower”.
Giustamente.
DAY-AFTER UPDATE: Oggi il New York Times ha deciso di celebrare esattamente nello stesso modo.

1 commento:

mauro suttora ha detto...

il problema e' che nessuno vuole avere l'ufficio proprio in quel posto...
oltre al tramonto degli uffici, grazie ai computer

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