lunedì 21 settembre 2009

SI STA COME D'AUTUNNO

Anni fa i giornalisti avevano soprannominato "full Ginsburg" l'impresa di apparire in un unico weekend in tutti i cinque principali talk show politici televisivi ( This Week sulla ABC, Fox News Sunday, Face the Nation sulla CBS, Meet the Press sulla NBC, e Late Edition sulla CNN, quest'anno sostituito da State of the Union), perchè il primo a mettere a segno quel colpaccio era stato dieci anni fa William Ginsburg, l'avvocato di Monica Lewinsky.
Lo scorso weekend, Obama è stato il primo presidente in carica ad infilare un "full Ginsburg", con l'unico dettaglio di aver sostituito la troppo ostile Fox News con il canale in ligua spagnola Univision.

E questo non è un buon sintomo.

Dopo il discorso del presidente al Congresso lo scorso 9 settembre per "rilanciare" la riforma sanitaria, anch'esso evento più mediatico che istituzionale, i sondaggi registrano progressi molto modesti, persino meno significativi di quelli ottenuti nello stesso modo e nello stesso ambito 16 anni fa da Bill Clinton - che poi fallì.
Praticamente, al netto del rumore statistico Obama pare essere riuscito solamente ad arrestare -ma non ad invertire - il trend negativo che i sondaggisti hanno rilevato per tutta l'estate.

Il che spiega la bulimia televisiva del presidente, che con questo bombardamento mediatico (in italia lo chiamerebbero così, penso...) cerca affannosamente di recuperare un po' di fiducia.

Ieri sera ha rincarato la dose passando alla storia come il primo presidente in carica ad andare a gigioneggiare al Late Show di David Letterman ("i Servizi Segreti hanno controllato anche sotto il mio parrucchino", ha scherzato l'anziano conduttore per sottolineare l'eccezionalità dell'evento. Ma scherzava fino a un certo punto: ogni tanto le telecamere qualche addetto alla security presidenziale a piantone del palco lo hanno fugacemente inquadrato).

La malinconia autunnale nel giardino della Casa Bianca è mitigata solo dal fatto che per ora l'opposizione è vistosamente sprovvista di una parvenza di leader credibile: nessun Newt Gingrich in vista (a parte... Newt Gingrich, forse).
Stanley Fish (una specie di Umberto Eco d’oltreoceano, meno famoso anche perché non scrive romanzi) ieri notava sul New York Times che la forza residua di Obama risiede nel fatto di comparire come un gigante attorniato da minuscoli nanetti, sia di fronte all'opposizione che nella sua amministrazione e nel suo partito: "come il Giulio Cesare di Shakespeare, domina il panorama politico come un colosso"... ma solo per mancaza di antagonisti. Un vantaggio che potrebbe durare a lungo o anche no.

E intanto le elezioni di medio termine del novembre 2010 sono sempre meno lontane...
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PS: Sapete che adoro fare le pulci a Christian Rocca, proprio perché gli voglio bene. Ieri ha scritto che "non era mai successo che un presidente o un politico partecipasse a cinque talk show contemporaneamente". Sbagliato: un presidente no, ma un politico sì. Anzi, quattro: Dick Cheney, fresco di nomina come candidato vice di Bush, in occasione della convention repubblicana nel luglio del 2000; John Edwards, quale promettente aspirante candidato alla Casa Bianca, nell'ottobre del 2004 (fu comunque trombato da John Kerry); Michel Chertoff, segretario alla "Homeland Security", nel settembre 2005 per via dell'uragano Katrina; e infine Hillary Clinton, quando nel settembre 2007 ufficializzò la sua candidatura alla Casa Bianca.
Nel complesso, non è che porti troppa fortuna, 'sto "full Ginsburg"...

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