mercoledì 27 maggio 2009

DONNA, ISPANICA... E CATTOLICA


"Donna ed ispanica": quasi tutti i media (soprattutto quelli nostrani) sintetizzano in questo modo la repentina scelta di Obama per la Corte Suprema.

Solo il Boston Globe sembra voler dare una certa importanza ad un terzo attributo della candidata, tutto sommato non del tutto irrilevante:

"Il Giudice Sonya Sotomayor si connota per molte cose, ma un elemento della sua biografia spicca nell'ambiente di chi si interessa al ruolo pubblico della religione: è cattolica, e, se verrà confermata come nuovo membro alla Corte Suprema, sarà il sesto giudice cattolico in tribunale di nove membri. Il che rappresenta un traguardo considerevole per i cattolici americani, che sono appena il 23% della popolazione statunitense ma si avviano ad occupare ben il 67% dei seggi della Corte Suprema. Due dei giudici sono ebrei; le dimissioni del Giudice David Souter, che è un episcopale, farà sì che riamnga - incredibilmente, data la storia din questo paese - un solo protestante alla Corte Suprema, ossia l'ottantanovenne Giudice John Paul Stevens".

Anche il New York Times se n'è accorto, ma preferisce rissumere il concetto con un disegnino.

Il dato è talmente suggestivo da suscitare entusiasmo (forse un po' incauto...) persino su alcuni siti pro-life, che si divertono a leggere in controluce un suo precedente giuridicamente favorevole alla "Mexico City Policy".

Amen.
PS - DAY-AFTER UPDATE: Notevole approfondimento sul tema nell'edizione odierna del Washington Times (piccolo concorrente conservatore del più noto, e progressista, W. Post). L'autrice non tralsacia di segnalare che la Sotomayor è divorziata, e che la sua nomina è stata accolta con plauso dalla Catholics United che è una lobby cattolica progressista (e nel testo del relativo comunicato il secondo attributo spicca più del primo, aggiungo io).

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